Sento il tuo respiro. Il tuo profumo esiste, tra queste pagine ancora da scrivere della nostra non-storia, in delle mani che si intrecciano confusamente e dei sussurri e dei silenzi, lì in mezzo tu ci sei, tra un libro e l'altro mentre la pioggia cade e il freddo dell'inverno gela i vetri del mio balcone... E' stupido e al tempo stesso la cosa più bella che possa accadere rendersi conto che qualcosa che non va, che ora è sbagliato e non c'entra niente con la realtà in cui tutti siamo rinchiusi in cerca di una stella che ci illumini la via, sia concreta nelle lunghe ore seduta dietro quei banchi, sperando di vederti lì fuori anche se so che non ci sarai, nei sospiri della mia charro quando sente dire il tuo nome e dei sorrisi disarmati che fa quando si accorge che i miei occhi si illuminano mentre parlo di te e mi dice <guarda, guarda!>, nelle domande bastarde della prof di greco e nelle lunghe litigate con mia madre, nei prematuri combattimenti con la vita e nei momenti in cui la musica inonda la mia stanza, alla ricerca di qualcosa in più che mi dia una mano a uscire da questa situazione sospesa nel nulla... soffro, ma stavolta è come se fosse una sofferenza 'giusta' questa, perchè è 'mia', non imposta dal comportamento di terzi come in passato.. eppure tra le lacrime e i dubbi e le telefonate e gli inutili allarmismi e le liti con le amiche di una vita, in mezzo a tutto questo dolore strano e nuovo che mi dai, mi accorgo che ho ricominciato a svegliarmi sorridendo, a cantare sotto la doccia, a preparare il pranzo, a ridere senza motivo, a guardare la città che si stende docile ai miei piedi dal balcone, a salutare il portiere quando scendo di casa, a caricare l'mp3 con canzoni di Tiziano Ferro e a fissare il cellulare come se da un momento all'altro potesse esplodere, in attesa che tu dia segno che ci sei.
Cosi questa serie interminabile di coincidenze, tra una crostatina alle fragole per tua sorella che resterà sempre il mio più grande amore, e i consigli costruttivi del saggio Pietro, sta dando vita a qualcosa di nuovo: la consapevolezza che, se è vero che non ci sono speranze, se è vero che non c'è nulla da fare, la vita va un pò meglio e la luna brilla un pò di più per il solo fatto che ci sei tu da qualche parte del mondo, che cammini, o giochi a calcio, o studi da Francesco, o sorridi in quel modo dolcissimo, o abbassi gli occhi mentre mi guardi, o ti tiri su nervosamente lo zaino quando nei discorsi cala il silenzio... Si fanno tante stronzate per amore: la più grande che io potessi fare è stato innamorarmi di te. Ora però non ho più lacrime, nè intenzione di versarne per quest'amore dolceamaro che mi fa sentire sola, alla maniera di Saffo qualche migliaio di anni fa... solo che non ho Dei a cui rivolgermi, io, per far quadrare il bilancio di questa strampalata, assurda, dolcissima e poetica storia.. Solo posso aspettare una tua risposta, posso aspettare te, ma non per sempre. Posso continuare ad amarti, posso sedare il mio cuore come ho già fatto ed è vero, chi ama meno è meno fragile e adesso sono un pò più forte, ci è voluto tutto il mio fair play per convincermi a non correre, a non fraintendere i miei e i tuoi sentimenti, a lasciare che il tempo poggiasse un velo su tutto per acquietare questa cosa turbolenta che non si capisce ancora cos'è... ma allora, se davvero non è 'niente', devo credere che tu non la senti quella pace, quella calma quando siamo vicini... come se il mondo si fermasse un attimo ad aspettare, proteso a sentire i nostri discorsi inutili... saremmo capaci di parlare per ore io e te, ed esclusivamente di follie. Però c'è un buco di mezzo, qualcosa che non va... ma cos'è? dimmelo tu... io aspetterò. Forse hai ragione tu, forse sei davvero un passo verso qualcun altro. O forse tra un anno, quando qualcosa sarà cambiato e magari ti avrò dimenticato, mi accorgerò che non sei stato un passo. Che ho semplicemente 'saltato' qualcosa che non andava saltata, che meritava di vivere ed esistere. Ma questo lo scopriremo solo vivendo...
Ti voglio bene...